Nuova delibera: Espulsione dell’arte di strada da Roma?

Dopo anni di lavoro la montagna ha “partorito il topolino”, ovvero il Comune di Roma si sta preparando a varare un nuovo regolamento per l’arte di strada a Roma che andrà a superare il precedente regolamento Gasperini.
Per chi ci segue e si interessa alle travagliate vicissitudini che caratterizzano l’esercizio dell’arte di strada a Roma, ma anche per chi non l’ha fatto mai, ricordiamo che dopo un lungo lavoro a Maggio 2024 abbiamo presentato la nostra proposta definitiva per far sì che l’arte in strada potesse trovare una sua espressione positiva superando i limiti e criticità dovuti alla vecchia delibera e i problemi più evidenti nel complesso di una città che ha vissuto e sta vivendo fenomeni forti come l’aumento dell’Overtourism.
Ci siamo incontrati più volte sia con la Commissione Cultura del Campidoglio e con la sua Presidente Erica Battaglia, con il Municipio Centro Storico e la sua Presidente Lorenza Bonaccorsi e con l’Assessore alle Politiche Culturali del Comune di Roma, inizialmente nella persona di Miguel Gotor e successivamente Massimiliano Smeriglio. Tutti questi attori hanno sempre ribadito di considerare l’arte di strada come un valore aggiunto indispensabile per la “cultura della città” ma poi i fatti hanno portato invece ad altro. Il risultato è stato la presentazione a Dicembre 2025 di una proposta di delibera a firma dei Consiglieri Comunali: Erica Battaglia (PD) Riccardo Corbucci (PD) Rocco Ferraro (LCG) e Alessandro Luparelli (SCE). Questa proposta è stata già approvata dalla Commissione Cultura del Campidoglio e ora è al vaglio dei Municipi. In seguito quindi, raccolti tutti i pareri e gli emendamenti, questa delibera, che da ora in poi chiameremo Delibera Battaglia, andrà in votazione in aula consiliare.
Quali sono gli aspetti che a nostro avviso non vanno in questa bozza di delibera?
Per prima cosa la bozza non tiene conto neanche minimamente delle nostre proposte che partono proprio dagli artisti di strada, da chi i problemi e anche gli aspetti positivi di questo tipo di arte li vive in prima persona. La bozza appare come un mero esercizio burocratico e, nei fatti, come qualcosa anche di molto confuso nella sua attuazione pratica. Nel preambolo si fanno gli elogi di quest’arte: “Le arti di strada, intese come forme espressive che spaziano dalla performance teatrale alla musica dal vivo, dalla giocoleria all’acrobatica urbana, assumono un ruolo di primaria rilevanza per l’identità storica, culturale e simbolica della Capitale. Roma, crocevia di culture e custode di un patrimonio artistico millenario, riconosce nelle Arti di Strada un linguaggio contemporaneo e universale, capace di trasmettere visioni, valori e narrazioni, stimolando riflessione, inclusione e coesione sociale attraverso modalità espressive dirette, spontanee e accessibili a tutti”. Che dire? Splendido! Tranne che poi nei fatti le cose vanno in modo diametralmente opposto. Andiamo ad affrontare i vari punti:
. Zonizzazione acustica – Si prende a riferimento la mappa delle zonizzazioni acustiche vigente nel territorio cittadino senza un’analisi specifica relativa all’arte di strada e a come l’impatto dei suoni emessi da un/una artista possa essere misurata in modo oggettivo come decibel di emissione.

. Definizioni di Aree Sensibili – Per aree sensibili saranno vigenti le seguenti distinzioni:
a) Aree sensibili di Classe A, ove sono consentite le esibizioni senza alcuna emissione di suoni, sia musicali che vocali (mimi, statue viventi e simili) e nelle quali vige comunque l’obbligo del rispetto delle fasce orarie e delle Postazioni individuate.
b) Aree sensibili di Classe B, ove sono consentite esibizioni anche con strumenti acustici – escluso l’utilizzo di percussioni, strumenti a mantice e ottoni – e/o parlate e/o cantate, senza l’ausilio di strumenti di amplificazione.
c) Aree sensibili di Classe C, ove sono consentite esibizioni anche con l’utilizzo di impianti di amplificazione, di percussioni, strumenti a mantice e ottoni.
Queste aree che verranno poi evidenziate come Postazioni specifiche, in base alle mappe che verranno fornite dai Municipi, evidenziano già un progetto di ESCLUSIONE dell’Arte di Strada dal tessuto cittadino perché già nella classe B (Acustica) si pongono limitazioni senza tenere conto dei volumi di emissione mentre invece nella classe C (amplificata) tutto viene messo in un unico calderone senza nessuna differenziazione tra emissioni a basso, medio e alto volume, così come invece accade in altre grandi città. Questo progetto tende quindi a limitare in modo massiccio le postazioni della classe C ponendole tutte molto lontane dalle abitazioni, quindi in zone isolate. Un’operazione compiuta in una visione puramente burocratica, senza nessuna considerazione di quella che è ed è sempre stata l’arte di strada che è proprio in relazione al tessuto urbano, ovvero la Strada.
IL DISTURBO AI RESIDENTI
Nella visione di Arte di Strada come generatrice di rapporti e relazioni basate sull’estemporaneità di questo tipo di arte, i protagonisti principali, oltre all’artista, sono proprio i passanti e i residenti. I passanti in quanto quelli che per motivi vari si trovano ad usufruire dello spettacolo proposto in forma estemporanea e i residenti che in quella piazza o via ci vivono e ne sono i custodi. Pensare che un artista possa ignorare le loro esigenze è quanto mai negativo e può diventare, nelle forme più estreme, qualcosa di “predatorio”. Per gli artisti che rispettano il Codice Etico questo problema non c’è, anzi l’artista vede nella relazione con i residenti un elemento di rapporto e di stimolo per la sua crescita umana, artistica e sociale. I problemi nascono da chi invece non solo non rispetta il Codice Etico ma si pone in modo “predatorio” rispetto allo spazio urbano ma a volte anche rispetto agli altri artisti. Questi soggetti sono una minoranza ma sono quelli che hanno creato i problemi e un clima di insofferenza totale generalizzata verso l’arte di strada, specialmente nel Centro Storico, dove per ovvi motivi si esibiscono più artisti. In tutte le grandi città ci sono problemi di questo tipo ma a Roma si è arrivati ad un clima di forte opposizione che a volte sfocia in odio totale. Da parte nostra, di questo blog e della maggioranza degli artisti, esprimiamo la nostra totale vicinanza ai residenti e ci auspichiamo che le esigenze della libera espressione artistica e la tutela della privacy dei residenti possano trovare una loro forma di realizzazione. Questo però non può passare attraverso un’esclusione dell’arte di strada ma semmai attraverso un percorso costruttivo di dialogo e definizione della qualità dell’arte di strada e dell’impatto dei volumi.
La nostra visione dell’arte di strada è proprio nella strada, ovvero dove si svolge l’attività sociale. Si può trovare, per esempio, un punto d’accordo valutando l’impatto oggettivo dei suoni e non uniformandoli senza differenziazione, come appare nell’impostazione delle categorie B e C, dove nella categoria acustica (B) si mette alla stessa stregua il suono meditativo di un Handpan non amplificato con l’acuto di un tenore che può propagarsi con forza anche a grande distanza, oppure nella classe C il suono di accompagnamento di uno spettacolo di circo o teatro di strada con l’insistenza ossessiva di un “elemento predatorio” che invade una piazza e a volte anche oltre con i suoni, entrando con violenza nelle abitazioni dei residenti.
IMPORTANZA DEI MEDIATORI CULTURALI
Nella nostra proposta avevamo evidenziato la necessità di una presenza dei mediatori culturali per l’arte di strada opportunamente formati a questo scopo.
Il ruolo dei mediatori sopperirebbe a numerose mancanze:
- Fungono da mediazione tra il territorio (i residenti ma non solo) e il corretto svolgimento dell’arte di strada nello spazio pubblico.
- Nell’impossibilità attuale di verificare in modo istituzionale i volumi di emissione (decibel) possono svolgere la funzione di avvisare l’artista che sta creando problemi invitandolo ad abbassare il volume oppure ad esibirsi in un’area idonea per il tipo di spettacolo che propone.
- Possono verificare in modo oggettivo (come soggetto terzo) le eventuali trasgressioni e, in ultima analisi di fronte a un rifiuto dell’artista a ottemperare ai consigli dati, fare una segnalazione all’ufficio dell’arte di strada e/o chiamare la polizia locale per intervenire.
- Possono essere un elemento di azione vera rispetto alle segnalazioni sulle trasgressioni senza che queste siano dirette soltanto dalla polizia locale che storicamente è votata a svolgere altre funzioni.
A questo proposito l’Assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio a suo tempo liquidò la questione dicendo che c’erano dei problemi tecnico-burocratici per l’attivazione di tali figure. Noi riteniamo invece che possano svolgere una funzione indispensabile senza di che la nuova delibera non possa funzionare oppure creare una situazione di sola repressione che sarebbe esecrabile e privativa dei diritti.
Questa funzione potrebbe essere attivata in collegamento con le associazioni di volontariato del Terzo Settore così come si è già fatto per altre situazioni cittadine.
Inoltre la loro presenza potrebbe ricreare un clima di dialogo e partecipazione alla vita sociale, nei rapporti con gli artisti e anche per affrontare piccole difficoltà che si possono incontrare nei Rioni e nei Quartieri, ovvero essere degli “amici in strada” a cui rivolgersi.
MA CHE COS’È L’ARTE DI STRADA?
La definizione di arte di strada è: “l’esercizio della libera espressione nello spazio pubblico” e si applica principalmente negli spettacoli definiti “a cappello” dove non esiste nessun tipo di organizzazione o pubblicità pregressa dello spettacolo che si andrà a realizzare. Differentemente lo “spettacolo di strada” svolge una funzione simile ma in forma più organizzata e anche pubblicizzata. L’arte di strada è sempre esistita, fin dall’antichità, nel mondo e anche nell’antica Roma, con gli spettacoli ludici e di circo, così come nell’epoca medievale con le esibizioni dei giullari, dei cantastorie , dei saltimbanchi, acrobati e musici. Ai giorni nostri l’arte di strada a Roma ha avuto importanti riconoscimenti come bene immateriale e fu inserita anche nel programma elettorale dell’allora Sindaco Francesco Rutelli e successivamente, nel 2000, fu realizzata la prima delibera per l’arte di strada che fu presentata in Campidoglio dal Premio Nobel Dario Fo.
Certamente da allora i tempi sono cambiati un po’ in tutta Italia e anche a Roma, gli artisti, i buskers e i posteggiatori, allora erano molto pochi, ora sono molti di più e alcune funzioni si sono modificate anche in rapporto a una città che sta diventando sempre più caotica e con un aumento del “rumore di fondo”, ovunque e anche dove, come nelle piazze del Centro Storico, dovrebbe essere limitato o addirittura non esistere proprio. Anche sulla socialità possiamo dire che non è sicuramente quella che vivevamo negli anni 70 o dopo e una forma di esclusione esiste anche per i romani che hanno cercato in tutti i modi di difendere la propria identità e umanità.
L’arte di strada svolge proprio una funzione di creare aggregazione, creare situazioni artistiche, come in un precetto “situazionista”, far incontrare persone, adulti e bambini, svolgere una funzione artistica ludica ma anche e soprattutto culturale. L’artista di strada non deve avere necessariamente un titolo, un diploma, questo tipo di arte parte dall’improvvisazione. Questo però non significa che non ci sia preparazione, sviluppo dei propri talenti proprio nella logica di “mettersi in relazione” con lo spazio pubblico.
In questo senso l’arte di strada è per sua natura libera e itinerante e tale aspetto si estrinseca un po’ dappertutto ma dobbiamo fare necessariamente una distinzione da quelle che sono le sue espressioni nei piccoli centri e quella che potremmo definire una “arte di strada metropolitana” nei grandi centri com’è appunto Roma.
Iscrizione a un registro, prenotazione e altri aspetti contenuti nella “Delibera Battaglia” non ci piacciono perché snaturano l’arte di strada, però dobbiamo, per forza di cose, fare anche un passo “politico” venendo incontro alle nuove esigenze di organizzazione urbana che già sono attive anche in altri grandi città italiane, come evidenziato nei punti 3, 4, 5, 6 e 7 della Delibera Battaglia. A questo proposito andiamo ad analizzare tutti questi punti e le nostre proposte in merito.
ART. 3) Individuazione delle aree e delle postazioni
Secondo noi, per salvaguardare lo spirito dell’arte di strada, eventuali limitazioni dovrebbero esistere solo nelle aree sensibili della città e non su tutto il territorio cittadino dove l’arte di strada dovrebbe potersi svolgere in modo libero. Quindi chiediamo di non individuare “postazioni fisse” e successive prenotazioni, se non per quanto riguarda le aree sensibili. In ogni caso chiediamo che la “postazione” possa essere flessibile e permettere all’artista di posizionarsi all’ombra nella stagione calda, onde evitare di surriscaldare strumenti e/o strumentazioni.
Per quanto riguarda tutta la struttura della delibera Battaglia riteniamo che debba essere istituito un “Tavolo di lavoro dell’arte di strada” e un “Ufficio per l’arte di strada”. Il tavolo dovrebbe essere dedicato a concertare l’apertura o eventuale sospensione temporanea delle postazioni, sviluppato tra tutti gli attori convolti.
Al capoverso 7 dell’art. 3 andrebbe specificato che le limitazioni temporanee da parte dei municipi dovrebbero avere una durata massima di… (due settimane?) e non essere protratte anche ad un anno come spesso è avvenuto in passato perché questo vanificherebbe tutto il lavoro che si vuole portare a termine con la nuova delibera.
ART. 4) Registro dell’Arte di Strada
Seguendo lo stesso filo del discorso anche il registro dell’arte di strada dovrebbe essere istituito solo per le aree sensibili che sono ubicate, salvo poche eccezioni, prevalentemente nel Centro Storico. Come detto sopra riteniamo comunque che l’arte di strada debba mantenere una sua forma di libertà ma se poi, come stiamo vedendo da questa bozza di delibera, la politica vuole una forma di registrazione questa può avere un valore effettivo solo se collegata a una piattaforma di registrazione digitale. Il Comune aveva caldeggiato molto questa tesi tranne poi dirci che i soldi per realizzare questa piattaforma non ci sono e non si possono rivolgere a società esterne così come avviene in altre grandi città. Secondo noi Roma Capitale dovrebbe trovare assolutamente una soluzione a questo scopo e in modo concomitante all’iscrizione alla piattaforma rilasciare una sorta di “patentino” con un QR-code che rimandi alla piattaforma, che l’artista possa esporre durante le sue esibizioni. In questo modo si risolverebbe anche il tempo stabilito in “due anni” per l’aggiornamento dell’attuale registro, dove molti, da quando è stato istituito il vecchio registro nel 2012, non esercitano più e qualcuno è anche morto nel frattempo. Attraverso la piattaforma l’iscrizione al registro sarebbe automatica e immediata e il vecchio registro potrebbe essere eliminato fin da subito. In mancanza della piattaforma digitale proponiamo che comunque il vecchio registro decada dopo 6 mesi e non dopo due anni.
Solo per le zone sensibili proponiamo che l’artista debba inviare un video di max 2 minuti in cui fa vedere lo spettacolo o gli spettacoli che propone.
In ogni caso la mancanza di una piattaforma digitale l’attuazione della delibera Battaglia, con tutte queste procedure così complesse, appare alquanto impraticabile.
ART. 5) Nulla Osta all’occupazione della Postazione
Anche su questo punto, oltre che per il registro, nel ribadire che secondo noi la prenotazione vada eseguita solo per le aree sensibili. senza una piattaforma digitale riteniamo alquanto difficile e farraginoso il sistema di prenotazione proposto. Si potrebbe arrivare fin da subito ad un ritardo considerevole nel rilascio del nullaosta da parte degli uffici, tra l’altro anche il meccanismo del “chi arriva prima ben alloggia” sarebbe un incubo per gli impiegati del Comune preposti a questo scopo e anche per gli artisti.
ART. 6) Obblighi e modalità di svolgimento dell’arte di strada
Comma 8) Per i madonnari dovrebbero essere istituite aree appositamente dedicate per poter eseguire i loro disegni. Il tempo indicato di 120 minuti rende impossibile la creazione e la fruizione del disegno. Riteniamo che tale tempo debba essere allungato a tutta la giornata, senza interruzioni, in queste aree dedicate (proponiamo a questo proposito, per il Centro Storico, piazza Argentina davanti al Teatro di Roma, Via dei Fori Imperiali e Via del Corso, aree storicamente utilizzate dai madonnari).
A questo scopo pensiamo che l’elenco delle postazioni per le aree sensibili debba essere ampliato con altre aree dedicate, in particolare pensiamo alle esibizioni dirette ai bambini, al circo e teatro di strada con formazione a cerchio, ecc.
ART. 7) Fasce orarie e turnazioni
Riteniamo che nelle aree sensibili di classe B e C l’orario sia suddiviso dalle h. 10.00 alle h. 13.00 e dalle h. 15.00 alle h. 21.00. Questo perché soprattutto nell’orario invernale dalle h. 19.00 in poi molte zone hanno pochissima affluenza e la temperatura con annessa umidità non permette nessun tipo di esibizione.
Riteniamo per tutti/e tutte/i gli artisti che il tempo fissato di 60 minuti per ogni performance, sia insufficiente per svolgere anche il montaggio e smontaggio delle strutture utilizzate e che difficilmente l’artista può poi sportarsi in tempo in una successiva postazione. Proponiamo che per la mattina il tempo sia suddiviso in due turnazioni di 90 minuti, ovvero dalle h. 10.00 alle 11.30 e dalle h. 11.30 alle h. 13.00.
Comma 4) Senza la prenotazione elettronica tramite una piattaforma digitale riteniamo che questo comma sia inapplicabile.
ART. 8) Controlli e sanzioni
Comma 2) Riteniamo che la polizia locale non debba attuare i controlli in quanto non è un suo compito. Siamo convinti che il controllo debba essere affidato ai “mediatori culturali per l’arte di strada” come sopra scritto.
Comma 3 e Comma 4) Queste norme ci sembrano troppo restrittive e comunque chiediamo, come per il comma 2, che i controlli ed eventuali sanzioni siano attuati dai mediatori e la decisione definitiva sulle sospensioni e/o cancellazioni dal registro debba essere vagliata dal tavolo di lavoro.
N.B.:
Per tutto quanto il CORAS e l’assemblea delle arti di strada a Roma si riservano di attuare tutte le forme di protesta e sensibilizzazione possibili a tutela dell’Arte di Strada a Roma.
L’articolo originale si può leggere qui: https://www.buskersinrome.com/2026/01/12/nuova-delibera-espulsione-dellarte-di-strada-da-roma/
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